Da piccoli, fermi al passaggio a livello e impazienti per l'attesa, la frase "adesso passa il treno, vedrai come corre!" suscitava sempre un frizzante entusiasmo. Poi siamo cresciuti e chi per studio, chi per lavoro, chi prima per l'uno e poi per l'altro siamo diventati pendolari. Adesso dal finestrino guardiamo le macchine ferme ad aspettare il nostro passaggio e gli occhi dei bambini fissi sul nostro treno che corre solo nella fantasia di chi lo guarda.
In "Castelli di rabbia" Baricco definisce una locomotiva a vapore di nome Elisabeth "mostro di ferro e di bellezza" e dice di lei che "qualcuno la butterà infine su due rotaie perchè esploda la sua rabbia ai cento all'ora, violentando la pigrizia dell'aria".
Infatti il treno, ve lo dicono gli esperti della linea, è fatto per correre, è nato per correre.
In queste righe proveremo a spiegarvi perchè le nostre Elisabeth bianche e verdi si trascinino stanche tra Mantova e Milano, su binari incerti, trasportando passeggeri che non hanno più spazio per la fantasia.
Vi racconteremo anche cosa si potrebbe fare oggi per far correre i nostri treni utilizzando e migliorando quello che già esiste. Adesso in carrozza. Si parte!
Vi racconteremo anche cosa si potrebbe fare oggi per far correre i nostri treni utilizzando e migliorando quello che già esiste. Adesso in carrozza. Si parte!
1 commento:
Grazie mille per l'introduzione! E colgo subito la palla al balzo per chiedere: perchè i treni sulla nostra linea sono i più sfigati??
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