mercoledì 21 novembre 2007

L'unione fa la forza


Sono quasi due anni che, ad ogni viaggio, ci ripetiamo che dobbiamo fare qualcosa. Che è inaccettabile arrivare sempre a lavoro in ritardo, ed entrare in casa, alla sera, ben oltre l'orario che si era previsto. Dover usufruire per necessità di un servizio pubblico sempre più deludente.
E non è colpa dei macchinisti, e neppure dei capi treno se le carrozze sono gelate, se non va l'aria condizionata, se i bagni sono sporchi, se si soffoca per il caldo, se si sente puzza di freni usurati. Non è colpa loro, certo, ma di chi è colpa dunque?

Un sera, un capotreno, ha alzato le mani al cielo quando gli ho chiesto chi avrei dovuto votare perché la situazione cambiasse. E allora mi chiedo quali giochi di potere controllino questa linea, quali interessi ci siano per non fare nulla, lasciando cadere nel dimenticatoio qualsiasi protesta.

"Dobbiamo scrivere, riempirli di lettere, farci sentire.."
Cogliendo l'esortazione di Barbara, una pendolare come me, ho pensato che la prima cosa da fare fosse raccogliere storie, volti ed esperienze di viaggiatori. Ma soprattutto aneddoti e fotografie di treni che, ogni giorno inesorabilmente, ci rubano tempo, oltre che denaro.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Il problema è che la maggioranza dei pendolari ( e quindi degli italiani ) è ignorante e vile. E' facile insultare un capotreno per un ritardo di cui nè lui nè il macchinista sono colpevoli ( guasti al treno o alla linea o al treno davanti ), mentre è più scomodo andare da chi organizza il servizio pubblico e chiedere ragioni sulla scarsa revisione e manutenzione dei treni.